Hg e Spugne nei fondali delle isole Giglio e Montecristo (nuovi insight).

Pubblicato sulla rivista Applied Sciences, il primo studio sulla concentrazione totale di mercurio (Hg) nelle spugne dell’Arcipelago Toscano: i dati suggeriscono che questi metazoi possano accumulare elementi tossici presenti nelle acque costiere.

Numerosi studi sono stati condotti in tutto il mondo sul bioaccumulo e sugli effetti del mercurio e dei suoi composti organici in specie commestibili, quali bivalvi, cefalopodi, crostacei decapodi e pesci. Sebbene organismi filtratori, come spugne, policheti, cirripedi e tunicati, siano stati proposti come bioindicatori, questi taxa sono ancora poco utilizzati a questo scopo. In particolare, le spugne soddisfano tutte le caratteristiche richieste per un bioindicatore adatto e sono state spesso raccomandate nel monitoraggio dei metalli pesanti. Le spugne possono filtrare una grande quantità di acqua, e raccogliere e accumulare nei loro tessuti diversi contaminanti (come idrocarburi, composti organo-clorurati, metalli pesanti, ecc.), presenti nella colonna d'acqua. Inoltre, il livello di bioaccumulo nei loro tessuti è in funzione della concentrazione dei contaminanti nell'acqua e può influenzarne fisiologia e sopravvivenza. 

Lo studio “Hg Levels in Marine Porifera of Montecristo and Giglio Islands (Tuscan Archipelago, Italy)” realizzato da un team di ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, valuta, per la prima volta, il contenuto totale di mercurio nel tessuto delle spugne di Montecristo e Giglio, due isole del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. “Questa ricerca è stata condotta grazie al finanziamento da parte di PADI FOUNDATION e UNIVPM e alla collaborazione con il Parco” sottolinea Stefania Puce, principal investigator del progetto.

I risultati evidenziano come le spugne presentino concentrazioni rilevabili di Hg, mostrando un'elevata variabilità inter- e intra-specifica e forniscono nuovi importanti spunti sulle differenze tra la concentrazione di Hg nelle spugne.

“Anche se l'elevata variabilità delle concentrazioni di Hg misurate in tutti i campioni in entrambe le isole non ci ha permesso di identificare le spugne come bioindicatori di elementi tossici” afferma Barbara Calcinai co-autrice dello studio, “Tuttavia, sono necessari ulteriori studi con un numero maggiore di campioni di spugne per capire in quale compartimento (scheletro, tessuto o microbiota) si accumulano i metalli pesanti, analizzando i principali effetti sull'istologia e sulla fisiologia di questo gruppo”.

“Questi risultati migliorano le conoscenze sull'ecosistema dell’Arcipelago Toscano, sottolineando differenze a livello di specie/individuo nelle concentrazioni di metallo nei Poriferi e il possibile ruolo di scheletro organico, tessuto e microbiota”  dichiara Camilla Roveta “Inoltre, questi dati forniscono ulteriori informazioni ambientali sull’area, utili ad orientare l’implementazione delle linee guida internazionali della Marine Strategy per proteggere e pulire coste, mari e oceani”.

 

MDPI and ACS Style

Roveta, C.; Pica, D.; Calcinai, B.; Girolametti, F.; Truzzi, C.; Illuminati, S.; Annibaldi, A.; Puce, S. Hg Levels in Marine Porifera of Montecristo and Giglio Islands (Tuscan Archipelago, Italy). Appl. Sci. 202010, 4342.

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